• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Before Header

  • Facebook
  • Instagram

Francesca Biavardi

  • Home
  • Chi sono
  • Blog
  • Podcast
  • Percorsi
    • Percorso individuale
    • Gruppo di Ascolto e Parola
    • Scrivere l’invisibile
  • I Miei Libri
    • La vita oltre il seme
    • Molly e la luce difettosa
  • Casella postale per defunti
  • Risorse Gratuite
    • Il Mio Diario
    • Leggere per riflettere
    • Il mio animale nel cuore
    • Mini Guida per Insegnanti
  • Contatti
  • Cerca

Mobile Menu

  • Home
  • Chi sono
  • Blog
  • Podcast
  • Percorsi
    • Percorso individuale
    • Gruppo di Ascolto e Parola
    • Scrivere l’invisibile
  • I Miei Libri
    • La vita oltre il seme
    • Molly e la luce difettosa
  • Casella postale per defunti
  • Risorse Gratuite
    • Il Mio Diario
    • Leggere per riflettere
    • Il mio animale nel cuore
    • Mini Guida per Insegnanti
  • Contatti
  • Cerca
  • Facebook
  • Instagram
Sei qui: Home / Senza categoria / Festa dei nonni e lutto: come parlarne ai bambini quando il nonno non c’è più
Festa dei nonni anche per chi non c'è più: un legame non finisce con una presenza.
Un disegno per il nonno, anche se il nonno non c'è più. Si può fare.

Festa dei nonni e lutto: come parlarne ai bambini quando il nonno non c’è più

2 Ottobre 2026 di Francesca Biavardi Lascia un commento

Come accompagnare un bambino (e noi stessi) quando una ricorrenza porta con sé un’assenza

Il 2 ottobre, nelle classi di mezza Italia, si ritaglia, si colora, si incolla. Ci sono biglietti, filastrocche, cuori di cartoncino destinati a nonni e nonne. Ma c’è sempre qualche bambino per cui quel destinatario non esiste più, e qualche adulto che, vedendo suo figlio al lavoro con i pennarelli, sente stringersi qualcosa in gola.

Questa ricorrenza è stata istituita nel 2005 per dare valore al posto che i nonni occupano nelle famiglie e nella società. Alla scuola dell’infanzia e alla primaria è uno degli appuntamenti più sentiti. Qui vorrei però spostare lo sguardo su chi resta ai margini della festa: i bambini che hanno perso un nonno e i genitori che hanno perso un padre o una madre.
Il lutto, a volte, torna in punta di piedi, dentro un biglietto colorato o una poesia imparata a memoria.

Marco e il suo porto sicuro

Ti racconto una storia vera, con i nomi cambiati per tutelare chi l’ha vissuta. Marco ha perso il nonno a fine luglio, e questa è la sua prima Festa dei nonni senza di lui.

Il nonno, che chiamerò Lino, era il suo compagno di giornate: lo aspettava all’uscita di scuola, si sedeva accanto a lui per aiutarlo a fare i compiti, lo portava in vacanza d’estate quando i genitori dovevano lavorare. Con lui Marco aveva fatto le prime esperienze di indipendenza dalla famiglia. Lino era un uomo allegro e curioso, con un’ironia pronta, sempre disponibile. Per Marco era un rifugio.

Adesso, ogni sera, Marco parla del nonno e piange perché non c’è. Il vuoto lo avverte con forza. E a noi adulti viene spontaneo domandarci se proporgli una festa dedicata ai nonni non rischi solo di renderlo più malinconico.

La mia risposta è che la malinconia, a volte, ha bisogno soltanto di essere attraversata.
Per un bambino come Marco la perdita è enorme, e il confronto con i compagni la rende ancora più evidente. Ma un nonno morto resta un nonno, e si può continuare a celebrarlo.

Morire non equivale ad aver smesso di esistere, né annulla ciò che c’è stato tra due persone. E tacere il suo nome per non intristire il bambino spesso lo lascia più solo.

A Marco è utile trovare un ambiente in cui il clima è sereno e disteso, aperto al dialogo su temi difficili così che lui si senta libero di comunicare quel senso di profonda mancanza senza vergogna o paura del giudizio.

La mano alzata in classe

È qui che una festa come questa si trasforma in un’occasione concreta di Death Education. Educare alla morte non vuol dire riempire le giornate di discorsi funebri. Vuol dire accettare che la morte faccia parte dell’esistenza e trovarle un linguaggio, invece di renderla un tabù.

Prova a immaginare la scena.
La maestra annuncia che oggi si disegna per i nonni. Un bambino alza la mano e dice, piano: «Il mio nonno è morto.»

Cala il silenzio. In quell’istante molti adulti si irrigidiscono: la frase spiazza, e si cerca una risposta che protegga senza fare male. Così arrivano le soluzioni di ripiego, pronunciate con tutto il cuore: «Fallo per un’altra persona», «Disegna per la nonna che hai ancora». Il bambino però non ha chiesto un sostituto. Ha detto qualcosa di suo.

Possiamo provare a rovesciare la prospettiva e domandargli: che cosa ti va di fare?

Potrebbe voler disegnare proprio quel nonno. Potrebbe voler scrivere il suo nome in grande, o raccontare ai compagni delle giornate di pesca insieme. Potrebbe non avere voglia di fare nulla, e anche questo è una risposta. Potrebbe preparare il biglietto per portarlo al cimitero, oppure tenerlo con sé a casa. Nessuna di queste strade è sbagliata, e la scelta spetta a lui, con la nostra presenza accanto. Il nostro lavoro è tenere aperto uno spazio abbastanza largo perché ci stiano tutte queste modalità di espressione del senso di vuoto.

Fare memoria di chi è morto non significa fingere che sia ancora qui. Significa accettare che è andato via e, insieme, riconoscere che quanto abbiamo condiviso con lui resta dentro la nostra storia. A un bambino si può dire, ad esempio: «Il nonno non può più prendere in mano il tuo disegno, ma puoi farlo ugualmente, se ti va. Possiamo portarlo al cimitero o in un posto che gli piaceva. Era il tuo nonno, possiamo parlare di lui, e puoi continuare a volergli bene.»

Dentro queste parole convivono due verità: la morte è reale, e il legame non si spegne con lei. Non siamo costretti a scegliere.

Una festa che includa tutti i legami

Forse questa ricorrenza può allargarsi e diventare la festa dei legami. Ci stanno i nonni che vanno a prendere i nipoti a scuola, quelli che vivono lontano, quelli che si conoscono appena, quelli con cui è difficile andare d’accordo. E ci stanno anche i nonni che non ci sono più.

Le famiglie, quelle vere, sono fatte così: diverse tra loro, imperfette, intessute di presenze e di vuoti. Una scuola capace di accogliere questa varietà non rovina la serenità dei bambini. Fa capire loro che ogni storia familiare ha diritto di essere accolta.

Quando il nonno mancante è tuo padre

Ora mi rivolgo a te, genitore. Può capitare che tuo figlio arrivi a casa con il suo lavoretto e annunci: «Questo è per il nonno.» E quel nonno è tuo padre. Oppure la nonna è tua madre.

Nello stesso momento sei il genitore che cerca le parole e il figlio o la figlia che ha perso qualcuno. La mancanza può investirti all’improvviso, tutta insieme. Se ne parla poco, ma quando affianchiamo un bambino nel suo lutto, quasi sempre stiamo anche vivendo il nostro. Ecco perché certe domande risultano così difficili: non ci mancano le parole, è la domanda stessa che arriva a toccare un punto dolente.

Se tuo figlio ti chiede: «Mamma, la nonna ti manca?», puoi rispondere con semplicità: «Sì, mi manca.» Non c’è bisogno di nascondere gli occhi lucidi né di mostrarti d’acciaio. Puoi anche spiegargli: «Oggi mi è venuto da piangere un po’, perché mi sarebbe piaciuto averla qui con noi.»

È una lezione preziosa sul lutto: si può sentire la mancanza di una persona e, nel frattempo, andare avanti con la propria vita. Si ride ricordando un aneddoto e, un attimo dopo, gli occhi si riempiono. Ricordare non ci inchioda al passato, e la tristezza non ci condanna a stare male per sempre. I sentimenti non si escludono a vicenda: la nostalgia convive con la gratitudine, il dolore con un aneddoto che fa sorridere, l’assenza con l’affetto.

Un gesto piccolo da provare

Quest’anno, quando il bambino ti mostra il suo lavoretto, puoi invitarlo a raccontare:
– «Dimmi una cosa che ricordi di lui, o di lei. Cosa facevate insieme?»
– «Ti dispiace che non ci sia? Anche a me manca, sai. C’è qualcosa che vorresti sapere?»

Poi segui lui. Magari ti parlerà delle frittelle della nonna, o confesserà di non ricordare più la sua voce, o dirà solo che gli manca tanto. Magari dopo poco passerà ad altro. Anche questo va bene.

Non serve trasformare ogni ricordo in una lezione. Basta far sì che la porta non si chiuda. La Death Education nasce qui, e non dalla frase perfetta: nasce quando un bambino scopre che con te può parlare anche di questo. Della morte, della nonna, del nonno che non c’è. Del giorno in cui si ricorda tutto e di quello in cui no. Perfino della paura di dimenticare.

Se un bambino ti chiedesse…

Se oggi un bambino ti domandasse: «Il mio nonno è morto. Posso fargli festa lo stesso?», tu come risponderesti?

Io credo che si possa semplicemente rispondere: «Certo, se ti fa piacere.»

La morte pone fine a una presenza, non a una storia. Il dono più grande che possiamo fare ai bambini è dimostrare che anche un’assenza trova il suo posto: in una parola, in un ricordo, in un disegno, in un racconto. E perfino in una festa.

Se oggi questa giornata porta un velo di malinconia anche a te, concediti un ricordo. Può essere minuscolo: una frase che ripeteva sempre, un profumo, una ricetta, un movimento delle mani. Qualcosa che, mentre ci pensi, ti fa esclamare: «Era proprio lui. Era proprio lei.» È un altro modo di tenere viva la storia di chi abbiamo amato.


Le domande dei bambini non si esauriscono in un giorno: riaffiorano nel corso dei mesi.
Per accompagnarti ho preparato “Leggere per riflettere“, una guida con suggerimenti di libri da leggere da solo o insieme ai tuoi piccoli, per continuare a parlare di lutto. Ti arriva per email, e ogni tanto ti darò lì altre comunicazioni. [Scarica la guida qui]

Condividi:

Categoria: Senza categoria

Previous Post: «Per rispondere alle domande dei bambini sulla morte, possiamo iniziare da quelle che facciamo a noi stessi. Qual è la tua posizione sulla morte? I bambini te lo chiederanno prima che tu abbia deciso

Reader Interactions

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Primary Sidebar

Post Recenti

Festa dei nonni anche per chi non c'è più: un legame non finisce con una presenza.

Festa dei nonni e lutto: come parlarne ai bambini quando il nonno non c’è più

2 Ottobre 2026

Per rispondere alle domande dei bambini sulla morte, possiamo iniziare da quelle che facciamo a noi stessi.

Qual è la tua posizione sulla morte? I bambini te lo chiederanno prima che tu abbia deciso

27 Settembre 2026

Lutto e sicurezza: imparare a essere il proprio porto sicuro

15 Agosto 2026

Non tutti i lutti riguardano la morte. Lavoro, amore, amicizia, salute, sogni: scopri i diversi tipi di perdita e come attraversarli.

Non tutti i lutti hanno a che fare con la morte

14 Luglio 2026

Seguimi sui social

  • Facebook
  • Instagram

Footer

“Avrei voluto che le cose andassero in modo diverso ma non tutto si può scegliere nella vita. L’unica scelta è andare avanti e non mollare mai“

 

Post Recenti

Per rispondere alle domande dei bambini sulla morte, possiamo iniziare da quelle che facciamo a noi stessi.Qual è la tua posizione sulla morte? I bambini te lo chiederanno prima che tu abbia deciso
Lutto e sicurezza: imparare a essere il proprio porto sicuro
Non tutti i lutti riguardano la morte. Lavoro, amore, amicizia, salute, sogni: scopri i diversi tipi di perdita e come attraversarli.Non tutti i lutti hanno a che fare con la morte
Mostrare il dolore o proteggere i bambini? Scopri come normalizzare il lutto e vivere le emozioni insieme, senza filtri.Dolore visibile: viverlo in modo autentico con i bambini
Educare alla verità: la 'Lista di Vetro' per accompagnare i bambini nel 2026 tra consapevolezza e speranza.Ogni bellissima cosa: educare alla verità per illuminare il 2026
Una guida gentile per affrontare il lutto durante le feste, superando il "mito del dovere di felicità"Quando il Natale fa male: come attraversare le feste senza sentirsi sbagliati

Site Footer

  • Facebook
  • Instagram
  • Francesca Biavardi
  • Contatti
  • Mini Guida per Insegnanti

Privacy Policy Cookie Policy