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Sei qui: Home / lutto/morte/emozioni/bambini / Educare alla morte per imparare la vita: un viaggio personale nella Death Education
La Death Education come strumento per affrontare il lutto. Un percorso personale sull'importanza di parlare di morte per vivere pienamente.
Educare alla morte per imparare la vita.

Educare alla morte per imparare la vita: un viaggio personale nella Death Education

20 Luglio 2024 di Francesca Biavardi Lascia un commento

Introduzione: Quando la vita ci coglie impreparati

Nella frenesia quotidiana, siamo spesso così concentrati sul fare che ci dimentichiamo di sentire. Questa disconnessione dalle nostre emozioni può lasciarci disorientati quando la vita ci pone di fronte a sfide inaspettate. Voglio condividere con voi il percorso personale che mi ha permesso di capire quanto fosse importante Educare alla Morte per Imparare la Vita e iniziare a fare Death Education.

L’evento che ha cambiato tutto: 18 Ottobre 2018

Cinque anni fa, la mia vita è stata sconvolta dalla tragica perdita di mia nipote Anna in un incidente stradale. Questa esperienza ha frantumato le mie convinzioni e mi ha posta di fronte a una realtà che non avevo mai contemplato:

  • La morte non rispetta l’età
  • Il dolore può paralizzarci
  • Le emozioni possono sopraffarci

Il turbine delle emozioni

Mi sono ritrovata in un vortice di emozioni contrastanti:

  1. Disperazione
  2. Rabbia
  3. Senso di colpa
  4. Impotenza

Alternavo momenti di freddezza e distacco a momenti di completo smarrimento. La sfida più grande? Proteggere mio figlio Simone, che all’epoca aveva solo 5 anni, da tutto quel dolore.

La forza della comunità

In quei giorni bui, ho scoperto il valore inestimabile della comunità. Persone conosciute e sconosciute, vicine e lontane, hanno creato un abbraccio collettivo che ha sostenuto me e la mia famiglia. Questo supporto è stato fondamentale per la nostra sopravvivenza emotiva e continua a essere una fonte di conforto ancora oggi.

La vulnerabilità come punto di forza

Mi sono trovata di fronte a un dilemma cruciale: come parlare della morte a mio figlio? Le opzioni erano:

  • Dire la verità
  • Nascondere l’accaduto
  • Raccontare una mezza verità

È stato in quel momento che ho capito: il mio dolore non era più solo mio. Simone percepiva tutto ciò che provavo, al di là delle parole.

L’importanza del dialogo aperto

Ho imparato che lasciare i bambini nel dubbio può essere dannoso. Potrebbero:

  1. Immaginare scenari peggiori della realtà
  2. Sviluppare paure infondate
  3. Sentirsi esclusi

Un approccio pratico: la metafora della mela

Per spiegare il concetto di morte e memoria a Simone, avevo già utilizzato una metafora che si era rivelata preziosa in una sera di grande crisi, quando in lacrime mi aveva chiesto: “Mamma, tu non muori vero?” e gli avevo risposto:

“I ricordi delle cose che vivi sono come i semi di una mela: possono germogliare e dare vita a nuovi alberi, fiori e frutti. Così, le persone che amiamo rimarranno vive per sempre nella nostra mente e nel nostro cuore grazie a quei ricordi. Le cose che facciamo insieme, i momenti che viviamo insieme, sono quei semi, quei ricordi: se te ne prenderai cura mantenendoli vivi, mi ritroverai sempre lì”

L’onestà come chiave

Nel parlare con Simone dell’incidente di Anna, ho imparato l’importanza di:

  • Usare parole semplici e adatte all’età
  • Ammettere la propria vulnerabilità
  • Non avere paura di dire “Non lo so”

La nascita di una missione: Death Education

Oggi, a distanza di cinque anni, ho scelto di onorare la vita di Anna dedicandomi alla Death Education. Questa decisione nasce dalla consapevolezza che:

  1. Confrontarci con la nostra finitezza ci permette di vivere pienamente ogni sfumatura della vita
  2. Educare alla morte significa, in realtà, educare alla vita
  3. Le emozioni sono la nostra bussola e ascoltarle è fondamentale per orientarci nei momenti difficili

Conclusione: #insiemeèmeglio

Affrontare il tema della morte, soprattutto con i bambini, non è facile, ma è fondamentale. Condividere il nostro dolore e le nostre paure ci permette di:

  • Creare legami più forti
  • Fornire strumenti per affrontare le inevitabili perdite della vita
  • Imparare a vivere più pienamente

È arrivato il momento di cambiare le regole: le emozioni non sono nemiche da combattere, ma alleate da ascoltare. Come farlo? Condividendole e sostenendoci perchè insieme è meglio!


Se questa storia ha fatto risuonare qualcosa in te o se hai domande sulla Death Education, non esitare a contattarmi su Instagram o via email a francesca@francescabiavardi.it. Sarà un piacere leggere le tue riflessioni e continuare questo importante dialogo.

Puoi trovare tanti contenuti sulla Death Education sul mio Podcast LUTTOH-Educare alla morte per imparare la vita

Dalla metafora sulla mela, che è nata dal dialogo con mio figlio Simone, ho creato il mio primo Albo Illustrato La vita oltre il seme

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Categoria: lutto/morte/emozioni/bambini

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