Vivere la perdita di una persona amata, è una delle prove più difficili che la vita ci propone. Quali possono essere le reazioni di chi vive un lutto?
Mi ricordo molto chiaramente le emozioni e sensazioni che ho provato la sera che mia madre mi ha telefonato per comunicarmi la morte di mia nipote. Quel momento è stampato nella mia mente, nel mio cuore, nel mio corpo. Ricordo tutto: la sensazione di sospensione quando mi ha parlato dell’incidente, l’incredulità nel momento in cui ha pronunciato le parole “Anna non ce l‘ha fatta”, lo smarrimento, l’incapacità a muovermi e la disperazione che sono arrivate subito dopo. Le lacrime non sono scese subito. Ero come paralizzata, come se il tempo e il cuore si fossero fermati. Tutto era immobile, tutto surreale e impossibile da accettare.
Poi, mi sono rimessa in movimento: la corsa in ospedale, la notte insonne a vegliare chi stava più male di me, il supporto morale e pratico a chi certe decisioni non le poteva prendere da solo. Sono stata quasi una macchina in quei giorni. Nei momenti in cui dovevo aiutare a fare scelte importanti ero fredda e distaccata, mentre in altri la rabbia e la disperazione esplodevano prepotenti, quasi incazzate per non essere state ascoltate… ed erano fiumi di lacrime.
A rendere ancora più complessa la situazione era la presenza di Simone, mio figlio, che aveva 5 anni. Come si può spiegare la morte ad un bambino? Come potevo dirgli che sua cugina era morta? Come potevo sostenere le sue emozioni, se non ero nemmeno in grado di gestire le mie? Ero dentro un vortice e non sapevo come uscirne.
Ho fatto delle scelte di testa, ma anche tanto di pancia, perché in un momento come quello è la pancia ad avere la meglio e se la mente pretende di prevaricare, il cuore si incazza e le emozioni esplodono. Non è stato facile. Quando viviamo un lutto affiorano aspetti di noi che non erano mai emersi prima: c’è chi si isola e non ne vuole parlare, chi deve correre al capezzale del morente, chi indossa la corazza e adempie a tutte le incombenze con fare freddo e distaccato, chi piange ininterrottamente e non è in grado di svolgere nessuna azione che richieda un minimo di neutralità. Ciascuno di noi ha il suo personale modo di reagire alla morte di una persona amata.

Reazioni al lutto
Le mie reazioni al lutto che stavo vivendo influivano sulla mia lucidità, perché era la parte emotiva a dominare, ma sentivo tutto anche nel mio fisico, che non aveva fame, era stanco e privo di energia. La nausea faceva un po’ da sfondo alla mia quotidianità. Respiro corto e pressione al petto bussavano ogni tanto durante la giornata. Soprattutto nei momenti in cui volevo fare la persona forte, sentivo di arrivare sull’orlo della crisi di panico che mi riportava alla realtà drammatica che stavo vivendo e mi obbligava ad accogliere le emozioni difficili che provavo.
Oggi so che tutto quello che ho provato è normale per chi vive un lutto traumatico, ma allora mi sentivo travolta e stravolta e mi metteva parecchio a disagio non poter controllare le mie reazioni.
Secondo gli psichiatri Onofri e La Rosa, le reazioni al lutto coinvolgono la sfera emotiva, le sensazioni fisiche e le azioni.
Ecco qui qualche esempio:
- Sfera emotiva: viviamo sentimenti di tristezza, rabbia e senso di colpa. Possiamo sentirci soli, in ansia, storditi o sotto shock (in caso di lutto improvviso). Incredulità, confusione, preoccupazione, disorientamento sono altre sensazioni che si possono presentare.
- Sensazioni fisiche: dopo aver vissuto un lutto è facile sentire pressione al petto, difficoltà a respirare, ipersensibilità al rumore, debolezza, mancanza di energia.
- Comportamenti: si possono presentare disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, pianto inconsolabile.
C’è anche chi, dopo aver vissuto un lutto, riesce a mettere in atto la strategia di soppressione e controllo dei propri pensieri riuscendo ad evitare di pensare a quanto accaduto. L’avresti mai detto che ci sono persone che riescono ad evitare di pensare alla perdita di un proprio caro? La nostra mente vuole a tutti i costi proteggerci e in alcuni di noi compie azioni impensabili.
Non ci sono un modo giusto e uno sbagliato di reagire ad una perdita, ma c’è il nostro personale modo di farlo.
La nostre reazioni al lutto, spesso escono dal nostro controllo e ci fanno scoprire aspetti di noi mai incontrati prima. Per ritrovare un equilibrio e arrivare all’elaborazione, può essere utile parlarne e condividere le nostre emozioni con una persona della quale ci fidiamo e che ci vuole bene. Se ci rendiamo conto che, da soli, è troppo difficile da superare, scacciamo la paura e chiediamo aiuto ad un professionista.

Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro.
Non sapevo bene come toccarlo, come raggiungerlo…
Il paese delle lacrime è così misterioso.
(Antoine de Saint-Exupéry)
Per approfondire da dove nasce la nostra paura della morte ecco l’articolo: https://francescabiavardi.it/la-paura-della-morte/

Cos’è un albo illustrato?






Interessante e accurato in tutte le varie sfaccettature di come una persona reagisce. Complimenti non è facile parlare di morte o meglio di questo argomento
…Grazie!
No, non è facile parlare di morte, ma credo che solo facendolo potremo sentirci liberi di consolarci a vicenda togliendo quel velo di tabù che ricopre questo argomento.
Grazie davvero per il tuo commento che mi sprona a non smettere di dare voce al lutto e al dolore che questo genera.
Un abbraccio!